Zero-Zero
l'uno diventa due e il nove diventa zero
galerie Arthus, Chatélin, Bruxelles
2000
 


 

Grande Grappolo d'Uva
cm.186x260, tecnica mista su tavola
1999

 



 


Prodotti Mediterranei

Prodotti mediterranei, frutta e verdura col marchio doc. italiano; un doppio  filo tiene  insieme tutti i dipinti di Massimo Catalani  e li rende immediatamente riconoscibili. Da un parte il materiale utilizzato, la sabbia e dall'altro i soggetti raffigurati,  tanta frutta e verdura da primato, per dimensione e qualità. I quadri di Massimo Catalani, ci piace chiamarli quadri, sono in realtà  superfici  di legno su cui viene steso, con la spatola, un magma di sabbia, fina o grossa, bruna o nera o rosata, proveniente dai luoghi più disparati;  spiagge africane, isole tropicali o dune di casa nostra. Già il materiale avrebbe molto da raccontare; la sua provenienza, chi lo ha portato fino allo studio dell'artista, tanti ricordi legati a quei pugni di sabbia. Andando indietro nel tempo, sarebbe interessante scoprire l'età della sabbia e le sue componenti geologiche. Già, curioso,  ma anche la sabbia, quei milioni di grani di sabbia che si affollano sulla superficie, hanno una lunga lunghissima storia che però passa in secondo piano. Perché l'artista spesso, colora quei milioni, forse miliardi di granelli e ci fa dimenticare che si tratta di sabbia, la stessa che calpestiamo quando siamo su una spiaggia e che ci scrolliamo di dosso, con fastidio, quando ci rimettiamo le scarpe. Proprio quella sabbia si addensa sulle superfici di legno e da vita ad affascinanti composizioni, si lascia  trasformare e assume altri significati ma sotto sotto è sempre sabbia, morbida, fastidiosa e seducente sabbia. Massimo  la manipola, la mescola, la colora, sperimenta con essa soluzioni di grande effetto e alla fine di un breve processo di traformazione eccoci in un altro mondo. Come Alice nel paese delle meraviglie ci troviamo di fronte qualcosa di completamente diverso. Siamo entrati in un universo che è insieme colto e schietto, ingenuo e raffinato, insomma ci sentiamo attratti da qualcosa che conosciamo ma che è al tempo stesso distante da noi. Le forme sono quelle quotidiane esposte sui banchi dei mercati: pomodori rossi sammarzano o pachino, zucche gialle , una da tavola o zibibbo, peperoncini piccanti, fichi d'india, cipolle rosate, verze e carciofi  . Una grande varietà di frutta e verdura e di piatti saporiti e invitanti , spesso ingigantiti come se un mago li avesse toccati con la bacchetta magica è fatti crescere a dismusura . Questo particolare ci affascina e ci intriga: sarà frutto di una magia o di manipolazione genetica? Di questi tempi non si può mai dire. Dopo il primo dubbio andiamo avanti e ci lasciamo sedurre dalla tattilità dei quadri. Nell'era del virtuale infatti è bello poter toccare superfici ruvide e aspre, sentire sotto le dita qualcosa che fa resistenza ed e poroso e increspato, perché ci ricorda le scoperte fatte con le mani, le prime esperienze tattili avute da bambini quando tutto è  sorpresa e scoperta. E in fondo, se la bellezza dei quadri di Massimo risiede nella loro immediatezza, nella riconoscibilità del soggetto e nel ricordarci qualcosa di antico e di quotidiano, la loro forza sta proprio nella materia, quella sabbia antica di milioni di anni che ora ci troviamo a toccare  pieni di stupore.  Sembra strano ma ormai quando passeggio su una spiaggia o gioco con la sabbia penso ai quadri di Massimo, e viceversa, le sabbie di Massimo mi riportano alla natura.
Ed è bello che un opera d'arte ci faccia pensare alla natura e al gioco; due parole chiave , due stati d'animo che ci riconducono a sensazioni di piacevolezza, benessere, felicità e gioia. E cosa altro vogliamo da legno, sabbia e colore?

                                                                                         Marco Bartolucci


 


 

Peperoncino scultura
cm.100x18, tecnica mista
1999
 



 


 

Grappolo d'Uva
cm. 85x61, tecnica mista su tavola
1999
 



 


 

Zucca
cm. 62x86, tecnica mista su tavola
1999
 



 


 

Pera
cm. 124x172, tecnica mista su tavola
1999
 



 


 

Zucca
cm. 30x20, tecnica mista su tavola
1999

 
 
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