| Massimo Catalani e' un artista "figurativo"
solo apparentemente tradizionale- nell'accezione comune
del termine.
La sua tecnica, innanzitutto, permette ben piu' dell'illusione
tridimensionale cui l'immagine dipinta aspira: dal
magma coloristico le figure emergono con forza e con
vero spessore, ricavato proprio da tale affioramento
della materia pittorica.
Spatolata su spatolata, i suoi ortaggi, la sua frutta,
le sue paste al sugo e le sue galline, soggetti quotidiani
- quindi ad una prima lettura "facili" -
s'impongono all'attenzione del fruitore incuriosendolo,
seducendolo, divertendolo.
Sul quadro non v'e' una pedissequa fotocopia della
realta', ma una realta' altra, molto simile a quella
oggettiva, ma tradotta, interpretata, manipolata.
Sempre verosimile.
Ed il gioco e' fatto. Il riconoscimento e' la regola
che vige ed al contempo un primo traguardo. Perche'
per Catalani e' fondamentale il criterio basato sulla
considerazione che "...Non puo' esistere un fatto
artistico senza un suo pubblico...", che va conquistato/riconquistato,
portato all'arte, arte non come fatto elitario, ma
quotidiano (nell'intenzione di certe esperienze degli
anni '60) che tenti il "recupero del rapporto
con il senso comune".
Questa, del resto, e' l'utopia che mosse le Avanguardie
russe: l'avvicinamento all'arte d'una quantita' piu'
ampia possibile di pubblico.
Ma, per Catalani, questa comunanza con tale assunto
non arriva a condividerne quello "spirito di
partito" al quale dovevano adeguarsi gli intellettuali
di quei tempi. Egli, infatti, segue il proprio di
spirito, curioso, attento, polemico e sempre al lavoro
concettuale legato intimamente a quello, per cosi'
dire, artigianale.
In virtu' di tale artigianalita' lo spazio pittorico
circoscritto, sul quale troneggiano i soggetti prescelti
- o meglio indivuduati- e' delimitato da cornici appositamente
realizzate dall'artista, "chiusura" che
e' parte integrante dell'opera.
"Cena" e' il titolo dell'attuale mostra
di Massimo Catalani, la sua prima personale a Roma,
che mette in scena -o nel piatto- quadri il cui tema
portante e' di tipo gastronomico, perche' il cibo
e' un elemento indispensabile all'uomo, perche' fa
parte di quel quotidiano a cui ci riferivamo prima,
perche' preme il tasto, ludicamente, sulla golosita'
della fruizione che puo' essere degustazione colta
ed anche appropriazione avida di palati piu' semplici.
Barbara
Martusciello |