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"Limone come protagonista"
Soggetto: un gigantesco limone diviso
nei nove scomparti del video-wall.
Colori: un giallo, intenso, acido, da
effetti notturni che pervade l'opera, staccandosi prepotentemente dal
fondo blu elettrico.
Effetto: di grande visibilità
e di grande impatto.
Passando da un pannello all'altro si
segue il colore che si fa forma: il giallo è talvolta giallo,
talvolta bianco, talvolta verde: le luci e le ombre si mescolano nelle
amalgame dense della materia pittorica.
Lontano-vicino-lontano: veduta d'insieme
o particolare il limone è sempre limone nella sua forma o nel
suo colore o attraverso entrambi.
L'enorme frutto assume allora un valore
di inquietante presenza, ma con una vena (forse più di una vena)
di sferzante ironia.
Era un limone, ora non lo è più,
o, meglio, lo è ancora, pur non essendolo più.
Perchè? Perchè i nostri
occhi riconoscono il soggetto-limone, ma da oggetto quotidiano esso
si è andato sostanziando; anzi di più.
E' divenuto protagonista e per farlo
ha scelto la sede più adatta, più riconoscibile: lo schermo
televisivo. Si è sostituito ai volti e agli oggetti feticci della
nostra società per affermare se stesso.
Anche la natura si è forse incancrenita?
O, al contrario, cerca di riappropriarsi, al di là di noi, della
sua sostanza, del suo essere regola, perfezione, bellezza?
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