Massimo Catalani

Massimo Catalani
DATE
Venerdì 4 Maggio 2018 – Venerdì 1 Giugno 2018
LOCATION
Palazzo Guicciardini – Firenze
CURA
Francesco Giani
A T L A N T I S

a    j o u r n e y    t hr o u g h    a    p o s s i b l e     f u t u r e

 di Massimo Catalani

 

 “ The aim of the Atlantis project is to share the passion for the sea and its amazing creatures making our senses feel the deep link that exists between us and the Nature. Entering into the bright underwater world gives the visitor the opportunity to feel the Wonder of the Planet. Here, art express to the public the urgency to act. “ m.c.

Si inaugura venerdì 4 maggio 2018 a Firenze un’installazione del progetto Atlantis ed alcuni momenti della trentennale ricerca di Massimo Catalani, presso lo Studio Legale Associato Giani-Moscardini.

In mostra 25 opere – molte delle quali inedite – 23 pitture e due sculture; dell’artista romano, uno dei più significativi nel panorama contemporaneo, noto al pubblico per la sua originale indagine sul mondo umano e naturale.

Mediante materiali come marmo, sabbia vulcanica, terre naturali, pigmenti, sali luminescenti, Catalani esplora il paesaggio umano e la sua dimensione emotiva, la transitorietà dell’attimo presente e la permanenza dell’oggetto della sua arte.

Architetto innamorato della composizione architettonica e di alcuni più anziani maestri ha esteso i suoi studi all’estetica e alla semiotica. Fondendo la tradizione costruttiva italiana con la sua pittura ha elaborato una originale e riconoscibile tecnica. Attivista nel mondo della difesa del Pianeta ha sperimentato l’uso del linguaggio artistico nelle sue campagne.

Come sottolineato da Vincenzo Cerami “A questo punto c’è da chiedersi: in tutto questo dov’è la storia, dove sono il prima e il poi, dov’è l’apocalisse così necessariamente incombente nei colleghi della generazione di Catalani? L’immagine è di qualcuno che ha liberato il tavolo di lavoro con un’ampia sbracciata e ha deciso di cominciare tutto daccapo, ha deciso di fare tabula rasa e affrontare subito la pre-istoria, senza porsi alcun problema di scuole pittoriche o sterili estetiche concettuali. E questo solo perché Massimo Catalani, per indole, per candore, o per partito preso, è convinto che un fiore che nasce in un porcile è bellissimo come un fiore che sboccia in un giardino.  Lui parte da qui. Toglie lo sfondo, che è ius, e su un colore puro crea una calla, che è fas. Chi osserva il quadro è di fronte all’idea platonica del fiore, oltre ogni contesto sociale. È una provocazione, dura e cruda, che tuttavia sbalordisce e colpisce, perché in quella visione essenziale è implicita la tragedia di un mondo circostante, di un contesto irrapresentabile perché inesistente. Ed è inesistente in quanto l’autore ha tutto passato alla macina, e impastato nei colori, proprio per far nascere un fiore inessenziale alla vita degli umani. Per quella calla Catalani ha polverizzato palazzi, castelli, caserme, monumenti, strade; ha drenato fiumi, ha raccolto sabbia, pozzolane, limature, frantumi di vetro. “Assenza, più acuta presenza”, scriveva Attilio Bertolucci.”

Da qui la Balena intesa come centro del Pianeta, non più Leviatano ma un cugino cui siamo affezionati, molto simile a noi per intelligenza e legami sociali , che ci testimonia con la sua presenza un “essere vivi” qui, ora, che ci dà coraggio ad affrontare il futuro che attende entrambi.